Abbazia delle Tre Fontane realtà virtuale

Le aree di clausura dell’Abbazia delle Tre Fontane visitabili grazie alla realtà virtuale (VR)

Un’installazione in VR allestita nell’area museale dell’Abbazia mostra ai visitatori per la prima volta il cuore della Chiesa Abbaziale e il Chiostro dei monaci Trappisti.

L’Abbazia delle tre Fontane è probabilmente il primo luogo sacro al mondo ad offrire ai suoi visitatori un’installazione in realtà virtuale.

L’idea nasce dalla volontà di mostrare aree di incredibile interesse religioso e di estremo valore storico-culturale, che sono da sempre inaccessibili al pubblico in quanto riservate alla vita di clausura dei monaci Trappisti che ne sono i custodi.

Attraverso un’installazione HTC Vive permanente allestita all’interno dell’area museale dell’Abbazia, gli utenti potranno visitare per la prima volta l’intera Chiesa Abbaziale, uno dei monumenti più interessanti dell’architettura medievale romana di transizione, che attualmente è accessibile solo fino a una certa altezza della navata centrale, e il Chiostro, il luogo in cui i monaci Cistercensi si riuniscono nella preghiera e nella meditazione fin dal XII secolo.

Tutti gli ambienti sono stati fedelmente riprodotti in computer grafica e successivamente implementati in un motore grafico per la fruizione in tempo reale.

Un’installazione altamente tecnologica che fa un certo effetto in un luogo così ricco di spiritualità.

L’abate Dom Jacques Marie Brière, il monaco francese superiore dell’Abbazia delle Tre Fontane da circa 20 anni, dichiara:
“Più si vive in questo luogo, più si comprende l’importanza e la bellezza del patrimonio che abbiamo ricevuto in dono e che oggi, grazie a mezzi tecnologici di avanguardia, possiamo finalmente condividere: mostrando i luoghi che abitiamo nel quotidiano, riusciamo a dare alle persone almeno un’idea di quella che è la vita monastica, una vita fatta di solitudine e di ricerca costante della presenza del Signore”.

E aggiunge:
“Quanto all’uso dei mezzi tecnologici, i monaci non hanno mai temuto la tecnica e la tecnologia; al contrario, essi hanno sempre avuto una visione molto positiva di tutto ciò che aiuta gli uomini a lavorare e a sostenersi.
Durante il Medioevo i Cistercensi sono stati i migliori idraulici del loro periodo, si sono distinti nella lavorazione del ferro e i numerosi monasteri che hanno costruito nei secoli sono una testimonianza tangibile di come essi siano stati sempre all’avanguardia nelle tecniche e spesso pionieri nell’edilizia, oltre che nell’allevamento degli animali.
Raggiungere i migliori risultati in tutte le attività intraprese, anche grazie all’aiuto dei mezzi e delle tecniche, è espressione della volontà di riuscire a sostenere i più poveri: la ricchezza dei monaci non è, infatti, solo una ricchezza spirituale, ma è anche una ricchezza materiale, coltivata per essere messa al servizio del benessere del prossimo nel mondo nel quale viviamo”.

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